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DIVIETO DI SPERIMENTAZIONE SUI RANDAGI

L'Italia si avvale della prerogativa lasciata agli Sati Membri della Comunità Europea, di mantenere le misure più restrittive sulla sperimentazione medica nei confronti di animali randagi.


Il ministero della Salute, con il comunicato 252, conferma il divieto assoluto di sperimentazione su animali randagi in Italia! Infatti si è avvalso della possibilità di deroga alla direttiva comunitaria 2012/63/UE relativa alla protezione degli animali impiegati ai fini scientifici. Fortunatamente tale direttiva lasciava la possibilità agli Stati Membri di poter mantenere disposizioni più restrittive se già adottate alla data del 9 novembre 2010. Questo ha permesso all'Italia di essere tra i primi posti nella lotta alla sperimentazione scientifica verso animali randagi, soggetti già ad altre mille sofferenze.
Il Ministero della Salute ritiene infatti "che non si possa rinunciare ai diritti di maggior tutela degli animali, nel caso specifico riguardanti animali randagi già vittime del reato di abbandono, diritti vigenti nel nostro Paese fin dal 1991 e ormai conseguiti e giudicati irrinunciabili dai cittadini".
Dello stesso avviso è la SIVAL (Società Italiana dei Veterinari per Animali da Laboratorio), che dichiara quanto segue: "la comunità scientifica europea è concorde nel considerare l'impiego di randagi oltre che eticamente inaccettabile anche scientificamente infondato".
D'altra parte la stessa comunità scientifica si è già espressa più volte in tal senso, ritenendo la sperimentazione sugli animali da laboratorio da un lato deprecabile dal punto di vista etico, dall'altro perfino dannosa ai fini del raggiungimento di risultati ripetibili e interpretabili.
Lasciateci esprimere un motto di grande soddisfazione per questa notizia, che una volta tanto ci rende orgogliosi di essere italiani

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